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Usabilità e appunti per un'informatica post-autistica

Archive for the ‘Politiche tecnologiche’ Category

Banda larga, please

Posted by Walter su venerdì, 23 marzo 2007

Come avrebbe detto l’Ispettore Callaghan, ci sono due possibilità:

  1. o banda larga, e allora possiamo ancora pensare a un’Europa che abbia un ruolo nell’evoluzione sociale, economica e tecnologica
  2. o non c’è un’altra possibilità
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Ansa.it – Internet – Italiani arretrati su uso media

Posted by Walter su giovedì, 22 marzo 2007

Siamo arretrati nell’uso dei media (ma direi delle tecnologie in generale)?

Ma sì, è notizia vecchia e trita, anche se si riscopre a ogni sondaggio.

Ma in un sondaggio le conclusioni non possono essere più illuminanti delle domande, e in un paese dominato dall’analfabetismo digitale è difficile che qualcuno se ne esca con un sondaggio intelligente sulle tecnologie.

Ma un sondaggio banale può servire a scoprire quali domande interessanti non sono state poste. Ci dicono che siamo ultimi nell’uso di tutti i media. Bene, chissene. Secondo me, a parte l’ovvio, non vuol dire granché. Ma i media non sono tutti uguali.

E invece, a che posto siamo nell’uso preferenziale dei media digitali rispetto a quelli tradizionali? Quanti siamo a usare carta e internet e a lasciar perdere la televisione?

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La Net Neutrality spiegata a mia nipote

Posted by Walter su venerdì, 24 novembre 2006

La Net Neutrality, dietro tutte le sigle e il tecnocratese, è una questione semplice: chi mi vende una padella ha il diritto di dirmi cosa cuocere?

Trasportare le tue uova? Decido io come!

Facciamo un gioco, Silvia, giochiamo ai giovani imprenditori. Facciamo che io ero il treno, e voi eravate i produttori che dovevate mandare le uova in treno al mercato. Però io che ho i treni decidevo che vagoni dare a ciascuno di voi. Vince chi vende più uova,ok? Allora: a te dò un vagone refrigerato, ad Amir un vagone scoperto, a Kevin un carro bestiame con dentro due mucche, a Gaia un vagone pendolari con dentro i pendolari, e mette le uova sopra gli strapuntini. Allora, giochiamo?

La neutralità della rete è tutta qui: chi possiede un’infrastruttura può dettare le regole d’uso a un’intera economia, imporre condizioni artificialmente diverse a ciascun utente? Su Internet ogni pacchetto di dati è identico a qualunque altro, ma le telecom del mondo giocano sporco: mettono la zavorra ad alcuni servizi, poi fanno pagare di più il servizio senza zavorra, oppure offrono un servizio concorrente, e “migliore”.

“Puoi avere Internet fino a 999 Mega: tranne che se li usi per telefonare con Skype, ma se vuoi anche noi abbiamo un’offerta VoIP”. No grazie; loro hanno i cavi, e vogliono decidere cosa si trasmette. Nella loro mente, terziario e servizi sono il loro nuovo feudalesimo, imprenditori e innovatori i nuovi servi della gleba. Vogliamo davvero rivivere il Medioevo?
Ci sono numerose iniziative per impedire che ciò avvenga, e suggerisco www.dmin.it, da leggere, far leggere e promuovere.

Se si vuole davvero un libero mercato, allora una infrastruttura, pubblica o privata non importa, deve essere gestita secondo regole terze, condivise e non discriminatorie: io ti vendo una padella, e tu decidi cosa cucini. Altrimenti non è mercato, sono io che gioco a far vincere chi pare a me, ma in questo Silvia (10 anni) ci indica la scelta saggia: non è un gioco divertente, e se è così, tocca cambiare gioco.

Questo articolo è apparso su “La Voce di Mantova” del 23 Novembre 2006

foto ©2006 E. Goldoni

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Net neutrality, la grande assente dell’estate

Posted by Walter su venerdì, 29 settembre 2006

Mi è parso che, nel grande bailamme di dibattiti, feste, convegni, incontri e quant’altro dell’estate, ci sia stato un grande tema assente: la neutralità della rete. Un tema che prende le prime pagine all’estero da mesi, su cui si scrive di continuo, da noi non viene quasi menzionato. Quantomeno non lo è stato da nessun politico di rilievo, direi. Forse perché da noi la politica è un’attività autoreferenziale, forse perché in pochi altri paesi del mondo il livello di analfabetismo digitale è così alto.

Cos’è la Net Neutrality? L’idea è semplice: chi possiede una strada non può decidere anche cosa ci transita, avrebbe troppi interessi a favorire questo o quello, a seconda delle proprie convenienze, per poter esprimere un parere genuino.

In altre parole, un mercato (il traffico sulla strada) può esistere solo se tutti gli attori sono più o meno alla pari. E chi ha una posizione di dominio non può giocare alla pari.

Cosa significa neutralità della Rete in Italia? Vediamo: abbiamo un ex monopolista (Telecom), un certo numero di aspiranti concorrenti, che per fornire il proprio servizio (diciamo che ne so, ADSL) devono chiedere “permesso” a Telecom, e un Paese dove parlare di infrastruttura telematica nazionale significa farsi un fegato così.

Un bell’esempio di rete non neutra che ho sentito: la rete cellulare. Se volete lanciarvi nel business dei servizi ai cellulari dovete chiedere a Vodafone, TIM, 3, o Wind. E loro decidono se gli interessa veicolare il vostro servizio o no. La rete cellulare non è neutra.

E Internet? E’ neutra? Quasi. I bit nascerebbero tutti uguali, ma già i grandi operatori si stanno muovendo per discriminare il traffico sulla base dei loro interessi. Un esempio? Io ti dò la linea ADSL, ma se vuoi telefonare con Skype, diciamo, devi pagare un extra; e se vuoi usare un applicativo peer-to-peer non te lo lascio fare; se vuoi usare la Webcam, puoi farlo solo con il software che ti vendo io.

Non è chiaro? Facciamo un’analogia: io ti vendo un’auto, ma la puoi usare solo fino alle 22; senno’ mi paghi un extra; alla radio prendi solo Radio Maria; se invece vuoi appartarti con la tua donna, non puoi.

Questo non è libero mercato, è paternalismo tecnologico usato per nascondere interessi lesivi della concorrenza e del mercato, come se questo Paese non avese già abbastanza zavorre.

Nel corso degli ultimi mesi, un gruppo di professionisti del settore ha operato a una proposta di iniziative sulle politiche di gestione dei Digital Media. Il gruppo si chiama DMIN (Digital Media in Italy). La proposta parla di diritti digitali, IPTV, VOIP, neutralità della rete. Mi onoro di appartenere a questo gruppo, anche se il lavoro mi ha impedito un qualche ruolo di rilievo. La proposta è stata presentata pochi giorni fa e non ha “padrini”, il che nel nostro Paese è una curiosa anomalia. Che ne dite di darle un’occhiata (html, pdf)?

Poi magari ne parliamo.

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