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Usabilità e appunti per un'informatica post-autistica

Viva l’Italia

Posted by Walter su martedì, 2 giugno 2009

Oggi 2 giugno 2009 ero in Piazza del Popolo a Pesaro, proprio all’inizio della cerimonia per il 2 giugno.
Di solito piango a questo genere di cerimonie, perché il solo pensiero di cosa ha dovuto passare questo Paese e di come si è ridotto mi fa venire i goccioloni. Voglio dire che non si può conoscere anche poco della Grande Guerra , o la storia della Divisione Acqui e poi ritrovarsi oggi a sentirsi dire di essere guidati da un “buffone sciovinista” senza poter nemmeno controbattere.

Anche così, credevo ci fossero dei limiti di decenza che non sarebbero stati superati. Un minimo di senso della forma da parte di chi rappresenta le istituzioni. Mi sbagliavo.
Oggi ho assistito alla più desolante, patetica, vergognosa cerimonia del 2 giugno che mi sia capitato vedere.

Si può anche sopportare un governo di miserabili.
Si può anche sopportare di vivere in un Paese che ha perso ogni dignità.
Si può perfino sopportare il peggior inno della Terra, perché l’inno, come i genitori, uno non se lo sceglie.

Ma almeno il giorno della Festa della Repubblica, diobono, un minimo di senso della decenza. O anche niente, uno non è obbligato a fare una celebrazione se non gli va.

(semi-) Alti ufficiali (nel senso che tutt’al più qualche colonnello) che camminano avanti e indietro per la piazza d’armi come cazzo gli viene, tanto i reparti non sono ancora schierati, che sarà mai.
Un drappello interforze che arriva marciando con la bandiera come nemmeno i bambini dell’asilo (ragazzi, ve lo hanno mai spiegato cosa significa stare al passo?)
I vari reparti che arrivano da qui e da là, mentre quelli di prima spiegano la bandiera (quando qualcuno maneggia la bandiera si sta fermi, e che cazzo).
Non contento, il drappello interforze riesce perfino a far staccare la bandiera durante l’alzabandiera.
Infine, ma è una sintesi, i vari reparti che chiudono l’Inno di Mameli con un sonoro “Ué!!!”, che manco allo stadio.
No, non è finita. Dovevate vedere il picchetto d’onore interforze.
Se non ho sbagliato a contare erano Esercito, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Guardia Costiera, Polizia Municipale; uno spettacolo: uno alto, uno basso, uno largo (assai), uno stretto, uno dritto, uno storto, e tutti che sembravano caduti dal cielo dentro la divisa e con l’arma in mano; al confronto l’Armata Brancaleone era uno spettacolo di marzialità. Giuro che nemmeno una filodrammatica scalcagnata avrebbe dato uno spettacolo così pietoso di sé e della divisa.

Vivi complimenti ai locali Comandanti di Esercito, Carabinieri, Polizia, Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Polizia Municipale; piangere di amarezza ci può anche stare, ma lacrimare di vergogna mi mancava.

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