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Usabilità e appunti per un'informatica post-autistica

Italia.it chiude. Avanti il prossimo?

Posted by Walter su lunedì, 21 gennaio 2008

Così il mondo finisce
così il mondo finisce
così il mondo finisce
non con fragore ma con un gemito.

(T.S. Eliot)

E così, Italia.it ha chiuso. Requiescat. Ha chiuso tomo tomo cacchio cacchio, senza strombazzi, proprio come era stato avviato, finanziato e realizzato. Se non ci fosse stata la gag “biùtiful cauntri” di Rutelli forse manco ce ne accorgevamo.

Dice, sono contento? No, non sono contento. Non sono contento perché tutto (avvio, realizzazione e chiusura) è stato gestito come un fatto privato del Governo, su cui il Governo ha rifiutato la trasparenza cui invece è tenuto.

Italia.it se lo sono approvato, se lo sono finanziato, se lo sono fatto. Poi, di fronte al ridicolo che gli si è (giustamente) riversato addosso, si sono nominati la loro commissione di indagine, si sono letti il (desolante) rapporto e infine, non potendo nascondere l’elefante dietro i fili d’erba, si sono chiusi il progetto.

Io non sono contento perché tutte le condizioni che hanno portato a fare di Italia.it un disastro continuano a sussistere. Cito dal Relazione della Commissione di Indagine sul portale Italia.it (p. 46)

  • Innovazione Italia ha operato quale stazione appaltante, ed in quanto tale, ha predisposto il bando di gara e, soprattutto, il capitolato, non tenendo conto delle osservazioni formulate dal CNIPA, la cui correttezza è stata dimostrata dagli avvenimenti successivi: ha, inoltre, trascurato la necessità di intervenire con decisione una volta appurata l’impossibilità di rispettare il primo passaggio temporale nella realizzazione della fornitura;
  • il Dipartimento per l’Innovazione Tecnologica ha avuto il ruolo di sovrintendere ed indirizzare ‘attività della stazione appaltante; in tale veste, non può non essergli imputata la conduzione della fase critica, venutasi a creare nell’autunno del 2005;
  • il fornitore, dal suo canto, non può pretendere di giustificare il mancato rispetto delle obbligazioni assunte consapevolmente lamentando, a posteriori, la loro genericità ovvero, addirittura, l’impossibilità dell’adempimento

Tradotto in termini diretti, la Commissione dice che:

  • Innovazione Italia ha appaltato una cioféca
  • il Dipartimento per l’Innovazione Tecnologica non lo ha capito né saputo gestire
  • il fornitore ha fatto il pesce in barile.

E dovrei essere contento di vedere che Italia.it chiude mentre tutti quelli che l’hanno voluto e fatto sono tutti lì, già pronti al nuovo giro di giostra? Non mi consola sapere che (forse) solo 7 dei 45 milioni stanziati sono effettivamente stati spesi. Temo anzi, che essendo stati già stanziati sarà più difficile sapere che fine faranno. (TEMPO REALE: “siamo pronti a ricominciare in modo diverso” dice l’Ing. Ciro Esposito. Leggete qui.)

Non sono contento perché il problema è sistemico: le procedure, le strutture e le persone che hanno creato italia.it sono ancora tutte lì. E quindi un nuovo disastro sta solo aspettando di succedere.

Se il problema è nel manico, è il manico che bisogna cambiare:

  1. un bando di gara e un capitolato che non tengano conto delle indicazioni del CNIPA non devono essere accettati
  2. chi ha sovrinteso male deve essere rimosso. Le regole da rispettare c’erano. Chi ha accettato di ignorarle per quieto vivere può andare a fare altro, dove non spende soldi pubblici
  3. e da quando un fornitore può assumersi degli obblighi e poi sostenere che non sono realizzabili?
  4. la Legge continua a non prevedere il pubblico accesso e il pubblico scrutinio dei documenti per questo genere di progetti (vedi il report di Scandaloitaliano)

Mi sembra evidente che le regole (o la mancanza di regole) che hanno permesso questo porcaio devono essere riviste.

Inoltre, trovo inaccettabile una condotta così amatoriale, da parte di tutti i diretti interessati.

Gli Ordini Professionali dei dirigenti coinvolti non hanno nulla da dire?

Naturalmente in Italia l’Ordine degli Informatici non esiste. Ma quello degli Ingegneri, non ha nulla da dire sugli Ingegneri coinvolti, a partire dal Capo di Dipartimento Ingegner Ciro Esposito?

Ragazzi di Scandalo Italiano e di Ritalia, si riparte…

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2 Risposte to “Italia.it chiude. Avanti il prossimo?”

  1. […] vostro Protocollo di intesa che istituirete un “Comitato di monitoraggio”. Bene, è fra quello che chiedevo per Italia.it un anno fa. Leggo che sarà composto da sei membri pariteticamente scelti […]

  2. è stato gestito come un fatto privato del Governo, su cui il Governo ha rifiutato la trasparenza cui invece è tenuto.

    Italia.it se lo sono approvato, se lo sono finanziato, se lo sono fatto. Poi, di fronte al ridicolo che gli si è (giustamente) riversato addosso, si sono nominati la loro commissione di indagine, si sono letti il (desolante) rapporto e infine, non potendo nascondere l’elefante dietro i fili d’erba, si sono chiusi il progetto.

    mirabile. ti quoto in pieno.

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