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Usabilità e appunti per un'informatica post-autistica

Archive for giugno 2007

Ritalia e i limiti della comunità

Posted by Walter su martedì, 12 giugno 2007

La folla è facile. Lo scandalo è facile. Tirare il sasso è facile.

Gli individui sono difficili. L’azione è difficile. Alzare la mano è difficile. Un breve riassunto:

  1. a fine Febbraio viene presentato Italia.it
  2. scandalo in rete
  3. mobilitazione, raccolta di firme
  4. nasce il progetto RItalia
  5. si convoca un BarCamp a Milano per il 30 Marzo
  6. partecipano in 300, IBM Italia partecipa con il proprio Vicepresidente Public Administration
  7. ci si dà tempo fino al 23 Aprile per definire delle proposte di progetto, che verranno poi sottoposte a votazione
  8. in totale si contano 11 proposte
  9. dopo il 23 aprile non si passa alla fase di votazione e il progetto sembra arenarsi.

Il punto non è dove sono finiti i 300. Le masse sono facili a disperdersi quanto sono facili a coagularsi. Qualcuno avrà magari pensato che la Rete potesse rifare (magari gratis) quello che milioni in soldi pubblici non erano riusciti a ottenere, ma io non sono fra quelli.

Il punto è: a cosa è servito (o a cosa serve ora) Ritalia?

A costo di ripetermi: Ritalia è stato un successo e ha, secondo me, assolto il suo compito appieno portando i diretti interessati a confrontarsi pubblicamente con una comunità di esperti di settore. Una cosa del genere non è mai successa prima in Italia, a mia memoria, per nessuna opera pubblica.

Ma la comunità non è una panacea.

E soprattutto una comunità è in grado di coagularsi attorno a un obiettivo comune ma non di darsene uno.

Esagero? Ci sono voluti più di dieci anni per dare un kernel a GNU. E lo si è avuto quando un ragazzetto finlandese ha cominciato a farselo. Solo a quel punto un gran numero di persone, che il kernel avrebbero potuto farselo anche prima, ha deciso di collaborare all’obiettivo che non avevano saputo darsi da sé.

Quindi l’attuale stasi non è colpa di Ritalia, non sono i soliti italiani bububu e poi nulla di fatto. E’ nella natura delle cose. Sta a chi ha presentato le proposte, se crede, di portarle avanti. Questo significa parlare con chi ha realizzato il progetto e presentare le proprie proposte, a costo di vederle rifiutate.

Io farò così. Nessuno ha commentato la mia proposta. Ma sono sicuro che nel momento in cui cesserà di essere una proposta e diventerà un progetto, verranno anche i collaboratori.

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Costruiamo sulla sabbia?

Posted by Walter su venerdì, 8 giugno 2007

L’altro giorno installo un access point wireless a C. Dieci minuti, funziona tutto. Stupore. La sera, C. stacca la spina telefonica dell’access point, riattacca il telefono, poi rimette la spina dell’access point.
Non funziona più.Oh bella.
Controlla, disinstalla, reinstalla. Niente. Tre volte. Niente.

Nel frattempo, batto la città alla ricerca di un semplicissimo duplicatore di presa telefonica, niente da fare; tutti vogliono venderti uno splitter ADSL, peccato che lo splitter vada messo a monte del telefono, non a monte del gateway, le istruzioni si raccomandano tanto.

Alla fine (dopo sei negozi sei), trovo il duplicatore al folle prezzo di €1,35.
Lo dò a C. un po’ sconsolato. La sera mi richiama: con il duplicatore il gateway funziona una bellezza, e pure il telefono.

Stamane, il pc si rifiuta di riconoscere il mouse. Un comunissimo, fottuto mouse ottico. Stacca, riattacca, riavvia. Niente, device non riconosciuto.
Alla fine, a patto di connetterlo a macchina spenta sulla porta USB numero 1 (di quattro), lo vede.

Non per menarla, ma già quando comprai il mio primo computer (un Macintosh), nel 1982, un problema del genere mi sembrava idiota, per non dire inconcepibile. Sono passati 25 anni, e il problema è diventato assolutamente normale.

Dalle tecnologie informatiche accettiamo difetti che troveremmo inammissibili in un rasoio elettrico o in un frullatore. E il problema è che le nostre vite non dipendono da rasoi o frullatori, ma da computer.

C’è qualcosa di profondamente sbagliato; mi sento come da bambino, quando facevo un bel castello di sabbia in riva al mare e puntualmente l’onda me lo portava via.

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Nòva cosa?

Posted by Walter su mercoledì, 6 giugno 2007

Pesaro, Italia. Anno del Signore 2007, ieri.

Tanto per iniziare in gloria la giornata, decido di comprarmi Nòva Review.

Giro otto edicole otto. Non ce l’hanno. Uno dice beh, sarà finito. No. Proprio non hanno idea di cosa si tratti.

La palma va a quello che appena sente il nome mi fa “no, guardi, non teniamo riviste in lingua”. Ed è terribile pensare che ha ragione lui: la lingua che serve per essere un Paese europeo non è quella delle stupidaggini che almeno una volta si riservavano ai cosiddetti giornali “scandalistici” e che oggi costituiscono almeno il 90% della nostra dieta mediatica.

Questo è il mio Paese: se vuoi sapere con chi ha passato il weekend l’ultima ochetta televisiva, o quale dieta segue una sconosciuta attorucola, hai pagine intere sui quotidiani e almeno una dozzina di periodici con tanto di fotografie. Ma se ti interessa ricordarti che esiste un mondo intorno, no, non tengono riviste”in lingua”…

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