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Usabilità e appunti per un'informatica post-autistica

Archive for novembre 2006

La Net Neutrality spiegata a mia nipote

Posted by Walter su venerdì, 24 novembre 2006

La Net Neutrality, dietro tutte le sigle e il tecnocratese, è una questione semplice: chi mi vende una padella ha il diritto di dirmi cosa cuocere?

Trasportare le tue uova? Decido io come!

Facciamo un gioco, Silvia, giochiamo ai giovani imprenditori. Facciamo che io ero il treno, e voi eravate i produttori che dovevate mandare le uova in treno al mercato. Però io che ho i treni decidevo che vagoni dare a ciascuno di voi. Vince chi vende più uova,ok? Allora: a te dò un vagone refrigerato, ad Amir un vagone scoperto, a Kevin un carro bestiame con dentro due mucche, a Gaia un vagone pendolari con dentro i pendolari, e mette le uova sopra gli strapuntini. Allora, giochiamo?

La neutralità della rete è tutta qui: chi possiede un’infrastruttura può dettare le regole d’uso a un’intera economia, imporre condizioni artificialmente diverse a ciascun utente? Su Internet ogni pacchetto di dati è identico a qualunque altro, ma le telecom del mondo giocano sporco: mettono la zavorra ad alcuni servizi, poi fanno pagare di più il servizio senza zavorra, oppure offrono un servizio concorrente, e “migliore”.

“Puoi avere Internet fino a 999 Mega: tranne che se li usi per telefonare con Skype, ma se vuoi anche noi abbiamo un’offerta VoIP”. No grazie; loro hanno i cavi, e vogliono decidere cosa si trasmette. Nella loro mente, terziario e servizi sono il loro nuovo feudalesimo, imprenditori e innovatori i nuovi servi della gleba. Vogliamo davvero rivivere il Medioevo?
Ci sono numerose iniziative per impedire che ciò avvenga, e suggerisco www.dmin.it, da leggere, far leggere e promuovere.

Se si vuole davvero un libero mercato, allora una infrastruttura, pubblica o privata non importa, deve essere gestita secondo regole terze, condivise e non discriminatorie: io ti vendo una padella, e tu decidi cosa cucini. Altrimenti non è mercato, sono io che gioco a far vincere chi pare a me, ma in questo Silvia (10 anni) ci indica la scelta saggia: non è un gioco divertente, e se è così, tocca cambiare gioco.

Questo articolo è apparso su “La Voce di Mantova” del 23 Novembre 2006

foto ©2006 E. Goldoni

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