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Usabilità e appunti per un'informatica post-autistica

Note a margine sui “sillogismi sull’analfabetismo digitale di MCC

Posted by Walter su domenica, 9 luglio 2006

Come ben dice Camiani Calzolari nei suoi Il Sillogismi sull’analfabetismo digitale, il rapporto della UE è assolutamente preoccupante.

Ma c’è di peggio. l’87% di quelli fra 55 e 74 anni è analfabeta digitale. Significa la nostra intera classe dirigente, aziendale e politica.

Capiamoci: significa che gli analfabeti decidono cosa e come devi leggere. Questo spiega, ad esempio, perché in dieci anni si è sentito parlare una volta al giorno di pedopornografia, mentre lo stato comatoso della gestione dei dati personali passa regolarmente sotto silenzio, e allo stesso modo nessuno dice mai che economia digitale non significa che Visa & c. devono avere una royalty su tutto ciò che si fa online.

E se non bastasse, sono analfabeti digitali il 20% di quelli con istruzione superiore. Mi chiedo che istruzione superiore sia, nel 2006, una che non presume l’utilizzo del computer (e intendiamoci, secondo me l’attuale uso di ECDL è una bufala di dimensioni cosmiche).

Detto questo, penso che gran parte della colpa sia fra l’altro di una casta di Informatici (o supposti tali, visto che in mancanza di un Albo, todos caballeros) ancora legati al culto del “Grande Programmatore Bianco” e alla topografia del proprio ombelico. Gente che si diverte troppo con i propri giocattoli e non riesce a confrontarsi con il mondo oltre la tastiera, a capire che il valore di uno strumento si misura sulla sua utilità, non sulla sua qualità tecnologica.

Detto questo, cosa possiamo fare? Accettare lo stato di fatto, per prima cosa: siamo a tutti gli effetti un Paese di serie B, a voler essere generosi. Rimbocchiamoci le maniche e smettiamola di pensare di essere tanto fighi perché produciamo Moda e cerchiamo invece di uscire dalla palude.

Per seconda cosa, meno fuffa e più azione. Declamare le virtù della tecnologia di per sé non serve, perché sono informazioni indistinguibili dal marketing.

Secondo me, bisogna parlare per esempi.
E pensare non solo ai figli ma ai nipoti.
E non mollare.

Mai.

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