Business Unusual Blog

Usabilità e appunti per un’informatica post-autistica

Ma che due palle Norman! ( …o no?)

Pubblicato da Walter Vannini su Giovedì, 26 Giugno 2008

Ricevo da un lettore:

Dopo aver letto La caffettiera del masochista ed Emotional design mi sono subito apprestato ad acquistare Il design del futuro e devo dirle sinceramente che i primi due (soprattutto La caffettiera…) mi aveva entusiasmato.
Purtroppo non posso dire la stessa cosa dell’ultima pubblicazione, in quanto ho trovato interessanti pochissime cose (tipo 10 righe a capitolo) e credo che fosse possibile sintetizzare tutto il volume in 10 pagine.
Insomma lo trovo molto ripetitivo ed autocelebrativo. Forse è proprio di questi ‘guru’ della scienza e dell’ambiente in cui operano!? Lei cosa ne pensa? mi sbaglio?
Saluti
Pietro Galasso

Caro Galasso, grazie del pretesto. Anche la legge di gravità è sempre la stessa storia, eppure generazione dopo generazione di ragazzini sui pattini la devono riscoprire a suon di ginocchia. (Le ginocchia perdono sempre, i cortili in cemento vincono sempre).

Ora, se la domanda è: Ma Norman non ripete in fin dei conti sempre le stesse cose?
Io rispondo: sostanzialmente sì, sono concetti generali che trovano applicazione negli àmbiti più diversi

Se invece la domanda è: Ma Norman non dice in fondo delle ovvietà?
Io rispondo: se c’è ancora bisogno che le dica, evidentemente non sono così ovvie per tutti. Specialmente per coloro per i quali dovrebbero essere il pane quotidiano.

Per come la vedo io, il problema non è tanto se Norman si ripete o meno, quanto che vent’anni dopo La caffettiera del masochista quelle “ovvietà” non siano ancora ovvie nella mente di chi si fa affrettatamente chiamare designer.

Ora, secondo me anche questa è una domanda interessante:
come dovremmo chiamare qualcuno che dopo vent’anni ha bisogno di sentirsi ancora ripetere l’ovvio?
Grazie della domanda, e a risentirci.

3 Risposte a “Ma che due palle Norman! ( …o no?)”

  1. antgri detto

    Beh la colp apiù grande è di coloro i quali sviluppano, dei project manager, di coloro i quali del disegno di flusis di lavoro, ncora oggi, ritengono inoppotuno e pleonastico, l’uso di esperti di usabilità…

  2. E mettiamo pure nella lista quelli che i project manager li scelgono e li dirigono, e i flussi di lavoro li approvano…

  3. gabriele torchiani detto

    citando “Insomma lo trovo molto ripetitivo ed autocelebrativo. Forse è proprio di questi ‘guru’ della scienza e dell’ambiente in cui operano!?”

    norman è uno sbrombone della madonna
    sinceramente non mi ha entusiasmato neanche emotional design, l’ho trovato blando di informazione e presuntuoso. Per imparare tante opinioni in una sola volta vado al bar di paese.

    Se dovete leggere delle opinioni più interessanti in materia di emozione, del suo ruolo nella vita di tutti i giorni, puntate direttamente su Antonio Damasio oppure Andrew Ortony.
    Gli studiosi seri sanno il limite tra quello che dicono e la realtà, anche quando si tratta di osservazioni effettuate mediante dati empirici.

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>