Come bruciare 40 milioni sul Web: Italia.it
Pubblicato da Walter Vannini su Mercoledì, 7 Marzo 2007
Oh bella, hanno lanciato il portale Italia.it e non me n’ero accorto!
Giudizio breve: Italia.it è un baraccone vergognoso, progettato male e realizzato peggio.
Giudizio articolato:
- tecnicamente, Italia.it è realizzato nel dispregio degli standard professionali
- ecco cosa pensa il validatore del W3C riguardo alla homepage delle Marche
(la homepage del portale non è validabile a causa del suo tempo di caricamento abnorme); - il design è quanto meno scadente, le informazioni sono quasi sempre fuori vista, l’uso ossessivo di immagini di testata spreca quantità enormi di prezioso spazio-schermo
- i testi, vergognosamente ricopiati dalle guide De Agostini, si dividono fra mortalmente lunghi o criminalmente brevi, e comunque sempre privi di formattazione che aiuti la lettura veloce della pagina
- ecco cosa pensa il validatore del W3C riguardo alla homepage delle Marche
- i contenuti sono di una povertà disperante, quando non del tutto scandalosi, e comunque isolati (prenotare o comprare, per quanto cose nominalmente possibili, erano idee lontanissime dalla mente del progettista, e si vede…)
- la scheda ufficiale del parmigiano reggiano, che troverebbe un trattamento migliore perfino nei depliant delle gite in pullman con dimostrazione di pentole
- la scheda di Roma, ditemi voi se riuscite a leggerla fino ad arrivare alle informazioni su chi contattare. E dopo averle lette, ditemi quanto ci mettereste a trovarne di più precise con, che so, Expedia
- l’immagine del “Paese di qualità” è quella di cinquant’anni fa, e non si sono nemmeno presi la briga di cercare delle immagini decenti: d’accordo che sarebbe un portale turistico, ma l’Italia qualche passo avanti da “chitarra-mandolino-baffi neri” o da “mafia-pizza-spaghetti” l’avrà pur fatto? A quanto pare no, nell’Italia “di qualità” ci sono solo casali in collina, vecchi con la coppola seduti a prendere il sole e campi fioriti. Non un vero borgo, non un’opera d’arte meno che trita, niente.
E il logo. Ogni parola sarebbe superflua, ma vorrei lo stesso ricordare che:
- la forma dell’Italia è uno stivale (non un’ocarina)
- i colori della bandiera nazionale sono verde bianco e rosso (non rosso bianco e verde)
In rete è nato il progetto rItalia, che coagula una comunità aperta di sviluppatori e contributori.
Primo obiettivo: un documento di specifiche condivise e accettate. Se solo ci avesse pensato il Ministro Stanca anni fa.
Grazie per ciò che fate, mi unisco a voi.
Italia.it è costato 40 milioni di euro. E non serve a niente. Cosa imparare da questo flop milionario? Prima di tutto che un progetto simile non può fare a meno del pubblico scrutinio.
E poche altre cose, semplici regole che solo quelli di italia.it sembrano ignorare:
- un budget non fa un progetto
- riempire pagine non è sviluppare contenuti
- raccattare fotografie banali non è promuovere un’immagine
PS Mi occupo di revisione Web (Web Assessment/Web Usability Review/Usability Engineering) dal 1996


